Come parrocchiani sentiamo che il Signore ci guida attraverso il vescovo Benito, il parroco don Franco e il vice-parroco don Fernando. Con il loro aiuto diventiamo comunità di fede, che ha al centro la Parola di Dio e l´Eucarestia, per portare a tutti il mistero del Cristo che per primi cerchiamo di vivere.
Da questa realtà scaturisce per noi uno stile di vita orientato alla fraternità, che si traduce nel servizio e nella testimonianza gratuiti.
Noi come comunità parrocchiale ci proponiamo di accogliere le diversità di ognuno, attenti a valorizzarle come strumento di crescita.
Ci sentiamo inoltre parte del territorio con le sue risorse e le sue problematiche e ci impegniamo come credenti a dare il nostro contributo, portando l´annuncio anche a coloro che in questo momento non hanno una fede viva.
Siamo e dobbiamo essere parte integrante della società come attivo strumento di comunione.
Più facilmente la nostra parrocchia viene chiamata della "Madonnina", termine noto in tutta la città e che indica da decenni il quartiere. Ma in realtà la nostra parrocchia porta un titolo di devozione mariana di recente sviluppo.
Intanto, per fede riconosciamo Gesù Cristo, unico salvatore e mediatore. Egli è il centro della mediazione divina, come ricorda S. Paolo nella Prima Lettera a Timoteo.
Ma negli ultimi secoli si è sviluppata sempre più la riflessione che evidenzia il posto privilegiato di Maria accanto a Cristo Mediatore. Maria è infatti lo strumento, nella sua maternità, per cui Cristo mediatore si è servito per la sua venuta sulla terra, cioè l´Incarnazione.
Con il suo "sì", nel giorno dell´Annunciazione, Maria è associata a Cristo e con Lui partecipa alla sua opera di Mediazione Divina. Con l´incarnazione Maria coopera ad avvicinare l´umanità alla divinità e viceversa. Maria viene così a partecipare all´opera di Cristo "mediatore nella redenzione" e "nell´intercessione" per ottenere ogni grazia. Maria coopera alla redenzione e ai frutti della redenzione. La Vergine è pertanto mediatrice di Grazie spirituali e materiali.
La Prima grazia spirituale, per la mediazione di Maria è nel giorno della Visitazione. E quando Giovanni Battista esulta nel grembo di Elisabetta, è la prima grazia di ordine materiale è la conversione dell?acqua in vino alle nozze di Cana.
La tradizione cristiana ha custodito questa forma di fede e l´ha pure trasmessa nella preghiera. Un papiro del IIIº secolo prega Maria "non disdegnare le nostre suppliche, ma liberaci dai pericoli".
Già il Medioevo cantava "tieni lontano i mali e ottieniti tutti i beni!". S. Bernardo di Chiaravalle nel 1100 e S. Tommaso d´Aquino nel 1200 elaborarono ulteriormente questa certezza della Mediazione di Maria.
Ma fu la situazione creatasi con l´eresia protestante che tale dottrina e devozione entrò in un garbato silenzio. Fu su istanza del Cardinale Mercier, nato il 21-11-1851, ordinato sacerdote il 5-4-1874 , insegnante di teologia a Lavani in Belgio, eletto vescovo di Malines - Bruxel e ivi morto il 23-1-1926, che il 14 Gennaio 1924 istituì la festa di Maria Mediatrice di tutte le grazie.
Da allora la pietà dei fedeli onora anche con questo titolo Maria Santissima. Il Concilio accenna nella "costituzione sulla chiesa" pure a Maria Mediatrice.
A Modena il Cav. Pietro Marazzi, industriale di Sassuolo ha promosso il riconoscimento di tale titolo e ha contribuito anche alla costituzione della nostra parrocchia con un titolo forse un po´ complesso, ma certamente ricco di spiritualità biblica e di tradizione liturgica.